Articolo apparso su Opinione Liberale il 5 aprile 2002
Energia elettrica: cauto ottimismo
Non nascondo di aver tirato un sospiro di sollievo all'annuncio del Consiglio Federale del raggiunto accordo fra gli attori del mercato dell'energia elettrica. L'accordo si è concretizzato con il varo dell'Ordinanza d'applicazione che entrerà in vigore se la nuova Legge federale sul mercato elettrico supererà l'esame della votazione popolare il prossimo 22 settembre.
Ma questo consenso non era scontato: ci ricordiamo molto bene come l'avamprogetto del Consiglio Federale, posto in consultazione lo scorso autunno, aveva raccolto critiche da quasi tutti i fronti. Nei primi mesi di quest'anno, il Dipartimento federale dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni e per esso l'Ufficio federale dell'energia, ha svolto un paziente lavoro di ricucitura delle divergenti posizioni scaturite dalla consultazione.
Il risultato si traduce in soluzioni di compromesso sui temi maggiormente controversi che avevano provocato una levata di scudi, sia dal fronte delle aziende elettriche che da quello dei consumatori.
Un tema che stava a cuore a molti è la modalità di calcolo delle retribuzioni per il transito, in particolare il calcolo dei costi del capitale relativo alle reti. Nella nuova Ordinanza è stato introdotto il concetto del valore residuo di acquisto (o di costruzione) a nuovo degli impianti della rete. Questo compromesso si situa a metà strada fra i troppo generosi valori di acquisto a nuovo pretesi dagli attori del settore dell'energia elettrica e il valore contabile, talvolta arbitrario o soggetto a influenze di natura politica.
La nuova Ordinanza è stata notevolmente sfoltita rispetto al progetto dello scorso anno, secondo il principio che il documento deve limitarsi alle disposizioni essenziali. Contemporaneamente è stato rafforzato il ruolo della Commissione di arbitrato. Questa, in particolare, dovrà effettuare studi comparativi d'efficienza per stabilire se, e in che misura, le reti sono gestite in maniera efficiente oppure no. In quest'ultimo caso la Commissione avrà la facoltà di disporre una progressiva diminuzione della retribuzione per il transito.
La nuova Ordinanza garantisce pure la completa trasparenza delle retribuzioni per il transito, base importante per migliorare l'efficienza dei costi. Di rilievo sono pure le disposizioni per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e i provvedimenti collaterali in favore delle energie rinnovabili.
È stato anche considerato il personale dell'industria dell'energia elettrica per il quale l'Ordinanza obbliga le aziende ad adottare misure di formazione professionale, riconversione e collocamento in caso di ristrutturazioni.
Il raggiunto accordo sull'Ordinanza fa aumentare le probabilità di successo della votazione popolare sulla nuova Legge federale sul mercato elettrico: da qui il mio cauto ottimismo. Mancano per ora, le dichiarazioni ufficiali che dovranno creare un quadro preciso degli schieramenti in favore o contro la nuova legge. Dagli indizi raccolti in questi giorni sembra che l'economia elvetica sarà favorevole alla nuova legge. Le aziende elettriche pure. I consumatori, viste le importanti precisazioni incluse nella nuova Ordinanza, non potranno "tirarsi indietro". Resta incerta e differenziata la posizione degli ambienti promotori del referendum. Molti loro postulati sono stati accolti: le prossime settimane sveleranno in che modo il fronte degli oppositori reagirà alla nuova situazione.
Dal nostro punto di vista, e come nostro intendo quello cantonticinese, è molto importante che la nuova Legge federale venga accolta. La regolamentazione per un transito non discriminatorio sulle reti è infatti la base per la sopravvivenza della nostra Azienda Elettrica Ticinese che, indipendentemente dalla sua futura forma giuridica, sfrutta le nostre acque a favore di tutti i cittadini. Grazie alla regolamentazione federale sarà inoltre più facile trovare il consenso sulla nuova Legge cantonale sulla Distribuzione dell'energia elettrica che permetterà di realizzare la tariffa di transito uguale per tutti nel nostro Cantone, postulato fortemente voluto dal nostro Gran Consiglio.
Thomas Arn