Lugano Domani 6/6, 5 dicembre 1997

Il declino del Palace

Palace: l’impegnativo tema è stato di nuovo all’ordine del giorno della commissione della pianificazione del Consiglio comunale.

Infatti dopo aver respinto a maggioranza la mozione Paparelli e Lamoni che chiedeva l’abbattimento della struttura, la commissione ha affrontato la mozione Perucchi-Borsa e confirmatari che sostanzialmente chiede uno studio storico sul chiostro all’interno della struttura e i preventivi per abbattimento e ricostruzione totale (ipotesi Paparelli/Lamoni) e parziale (ipotesi dell’arch. Tita Carloni).

Anche in questa occasione la commissione ha voluto dare un segno di coerenza: pur apprezzando i contenuti della mozione, ha voluto confermare la decisione del Consiglio comunale del 26 febbraio 1996 che prevede in particolare un concorso pubblico per la sistemazione dell’area del Palace, protetta, nel frattempo, da una zona di pianificazione. La commissione propone quindi di respingere la mozione, ritenendo che le richieste formulate dai mozionanti possano trovare spazio nella procedura del bando di concorso, di cui si auspica un rapido decollo.

Una visita del Palace da parte della commissione ha mostrato il grave stato di degrado dell’edificio, abbandonato ormai da diversi lustri. Le strutture interne sono pericolanti. L’azione degli agenti atmosferici (pioggia, neve, gelo) continua a provocare ulteriori crolli che possono avvenire anche a catena coinvolgendo più piani.

Le facciate ovest e sud, protette da un vincolo pianificatorio, potrebbero, fra un tempo indeterminato, non essere più in grado di resistere e quindi a loro volta crollare. Questi crolli potrebbero provocare pericoli per la sicurezza dei passanti, la Chiesa degli Angioli e il Chiostro.

E’ urgente un intervento deciso e risolutore.

Dal punto di vista pianificatorio, l’unico modo per uscire dall’impasse è l’apertura in tempi brevi del bando di concorso, in modo da ottenere al più presto il materiale su cui aprire la discussione di merito per il futuro del Palace. Comunque sia, i tempi necessari per lo svolgimento di tutte le procedure non saranno brevi.

Nel frattempo occorre intervenire sul cantiere per eliminare i pericoli di crolli e di incendi, ma anche per preservare le strutture protette in modo da mantenere intatte le premesse per qualsiasi intervento futuro.

Il Municipio ha già agito in questo senso: con messaggio del 21 aprile 1995 ha chiesto al Consiglio comunale un credito di 4’410’000 franchi per la demolizione di tutte le parti interne dell’edificio, per il completamento delle fondazioni, per la posa di una centinatura di sostegno delle facciate e per una prima sistemazione dell’ex-convento. Oltre la metà del credito richiesto concerneva la demolizione e lo sgombero delle macerie delle parti interne. Purtroppo, la richiesta non ha superato lo scoglio della commissione della gestione, ragione per cui il Municipio ha ritirato il messaggio lo scorso aprile.

A mio modo di vedere, la soluzione proposta a suo tempo dal Municipio si inserisce armoniosamente nello schema procedurale deciso ed è conforme alle attuali norme di piano regolatore. Una demolizione totale si urterebbe con i vincoli pianificatori, impedendone de facto l’esecuzione (un ricorso - praticamente certo di questi tempi - bloccherebbe facilmente una eventuale decisione del Consiglio comunale). L’intervento proposto dal Municipio, invece, non incontrerebbe ostacoli dal punto di vista pianificatorio e sarebbe quindi, Consiglio comunale permettendo, velocemente realizzabile.

Avendo ritirato il messaggio, il Municipio ha ora l’occasione concreta di affinarlo ulteriormente per tenere conto dello stato attuale dell’edificio e di perfezionare le fasi di intervento, in particolare sulla Chiesa degli Angioli.

Ricordo che per questo intervento vi è urgenza: agiamo di conseguenza.

Thomas Arn