Corriere del Ticino, maggio 2000

Palace su, Palace giù

Una votazione intrigante

Fra pochi giorni saremo chiamati ad esprimerci sull'iniziativa popolare "Palace su, Palace giù".

Immediatamente dopo aver conosciuto l'esito della votazione il Municipio ha l'intenzione di aprire il concorso d'architettura fortemente voluto dal Consiglio comunale. Il legislativo comunale ha confermato recentemente questa volontà, che risale al lontano 1996, concedendo il credito di 670'000.- franchi necessario allo svolgimento del concorso. Il concorso d'architettura permetterà di scegliere il miglior progetto, per ristrutturare il Palace in modo tale da dare nuovo lustro a questo pregiatissimo e amatissimo angolo della città.

Tuttavia è bene ricordare che per ottenere un risultato chiaro dal concorso d'architettura è indispensabile conoscere in anticipo e con precisione i contenuti della nuova costruzione e i vincoli da osservare. Sui contenuti c'è chiarezza: si vogliono inserire negli spazi del sedime Palace una sala per rappresentazioni teatrali e concerti, spazi espositivi culturali e le necessarie infrastrutture, compresi ristoranti e negozi. Meno chiaro è il discorso dei vincoli, in particolare il vincolo di mantenimento delle facciate, previsto dal Piano Regolatore attualmente in vigore. Apparentemente la votazione del prossimo finesettimana dovrebbe dare risposta a questo quesito. Invece non la darà.

Se l'iniziativa venisse accolta, per consolidata giurisprudenza in merito ai disposti della Legge di applicazione della Legge federale sulla pianificazione del territorio, verrebbe semplicemente dato avvio ad una normale revisione del Piano Regolatore con tutti i passi previsti normalmente, senza nessuna scorciatoia, ma con perfidi trabocchetti rappresentati dalle innumerevoli istanze e possibilità di ricorso. L'esito della revisione di PR sarebbe incerto. L'unica certezza è che occorreranno anni per avere una risposta chiara sul destino dei vincoli di facciata. Il concorso di architettura si svolgerebbe con la spada di Damocle dell'esito della procedura di revisione del PR. Il rischio, tutt'altro che remoto, è che i vincoli posti dal bando di concorso non vengano confermati dalla procedura che presumibilmente terminerà molto più tardi del concorso di architettura.

Se, al contrario, l'iniziativa venisse bocciata, tutto rimarrebbe così com'è. In particolare non verrebbe dato avvio alla procedura di modifica del PR descritta prima. Il Municipio potrà dare immediatamente avvio al concorso di architettura con un dato certo: le facciate sono da mantenere.

L'esito del concorso di architettura darà la conferma: se i progetti presentati soddisferanno tutti i requisiti pur mantenendo le facciate, la realizzazione potrà essere avviata a breve termine e senza toccare le facciate. Se invece i progetti migliori non riusciranno a dare una risposta sicura ai contenuti richiesti mantenendo le facciate, la giuria del concorso prima, e il Municipio dopo, dovranno riflettere su come procedere, in particolare se modificare i contenuti o i vincoli. Ma questa è musica del futuro. Restiamo al presente.

Io voterò NO all'iniziativa, soprattutto per avere chiarezza e per permettere un veloce ripristino dell'area del Palace, ma anche per coerenza con la procedura decisa dal Consiglio comunale nel 1996, quando si era chiaramente detto che prima di discutere sui vincoli era meglio svolgere il concorso d'architettura e conoscerne il risultato.

Thomas Arn