Opinione Liberale, 18 dicembre 2003
Lassemblea dei Saurer

Qualche settimana fa a Taverne si è tenuto lannuale raduno Saurer, marchio svizzero di autocarri e autobus prodotti interamente in Svizzera. Sono ormai passati 20 anni da quando lultimo autocarro ha lasciato la catena di montaggio della fabbrica di Arbon. Nel frattempo questi veicoli sono diventati leggenda sulle strade svizzere.
Incontrarne uno sembra che il tempo si sia fermato. Non importa che sia EURO 0, il rombo del motore è inconfondibile. Il fischio del turbo, uno dei primi montati su motori diesel per autocarri, è sinonimo di potenza indispensabile per superare i passi alpini del nostro tormentato territorio. Il caratteristico sbuffo del freno motore ricorda le ripide discese che le automobili postali affrontavano sicure con il loro prezioso carico di passeggeri.
Questo è un periodo particolare dellera dei Saurer: a uno a uno vengono tolti dalla circolazione, anche dopo oltre 25 di impeccabile servizio, spesso con più di un milione di chilometri percorsi in modo assolutamente affidabile. Alcuni di questi si vedono transitare, per lultima volta, sulle nostre autostrade e superare la dogana di Chiasso in direzione sud per raggiungere lidi lontani dove verranno nuovamente impiegati per una seconda vita. Lassenza di elettronica, la precisione della meccanica, tipica dellindustria Svizzera del dopoguerra, permette ancora oggi di riparare senza difficoltà questi gioielli. Altri autocarri vengono rilevati da appassionati che li tengono lustri e scintillanti per le grandi occasioni, come lo sono appunto i raduni annuali.
Quasi cento di questi sauri si sono incontrati sullampio piazzale nellansa del Vedeggio al Dosso di Taverne fra mucchi di sabbia e ghiaia, simbolo delle fatiche che questi autocarri hanno dovuto superare nella loro lunga e tormentata esistenza senza chiedere mai niente, salvo gasolio e poche gocce di olio e acqua e di tanto in tanto un po di grasso. La loro affidabilità è stata contraccambiata da una grande passione e fedeltà dei loro conducenti, i camionisti.
Così lincontro degli autocarri si svolge su due piani: da un lato gli autocarri, fermi e allineati a fare bella mostra di sé e dallaltra i camionisti che non hanno perso loccasione per incontrarsi e scambiare aneddoti dei bei tempi trascorsi in compagnia dei loro Saurer.
Poco importa se non cera laria condizionata e il caldo motore rendeva la cabina una sauna, gli autisti condividevano le fatiche del loro automezzo; sentivano il motore respirare; ascoltavano e interpretavano ogni minimo colpo di tosse. La vita svolta nella cabina di un Saurer e le esperienze raccolte in milioni di chilometri percorsi rappresentano un libro di avventure vissute nel nostro territorio a contatto con la realtà dei villaggi e della gente che si incontrava. Allora non erano necessari i controlli dei dischi: i tragitti erano brevi, ci si fermava volentieri per una pausa, i ritmi di vita e di lavoro permettevano di non stressare né uomini né automezzi.
Così, intanto che i camionisti scambiavano le loro chiacchiere fra una costina e una birra, allietati da una simpatica orchestrina, i Saurer sembravano abbandonati al loro destino.
Invece no, con la coda dellocchio ho visto i fanali di un autocarro giallo fiammante fare locchiolino al vicino Saurer che porta ancora le scritte della fabbrica di succo di mele, per la quale ha fatto innumerevoli viaggi trasportando casse di mele e casse del loro succo. Guardando meglio, però, vedo che anche altri stavano allegramente conversando con i loro vicini, con occhiate di fanali, con discreti colpi di tromba e qualche rombo di motore. Ad un certo punto: silenzio.
Il Saurer più anziano prende la parola. Gli altri ascoltano con attenzione e rispetto. Si tratta di scegliere i rappresentanti per il raduno nazionale dei Saurer. Vengono valutati oggettivamente e signorilmente le qualità dei candidati. Su alcuni candidati non cè discussione: letà matura, sintomo di grande esperienza, lo stato del motore perfetto, garanzia di tenuta per il lungo viaggio, e la carrozzeria scintillante, necessaria per fare bella figura, sono lì da vedere. Per i posti rimanenti, sempre con stile, vengono valutate le pecche e il peso di qualche deficienza: un parafango ammaccato, la compressione dei cilindri non perfetta, qualche striscia di fumo nero, il colore della carrozzeria sbiadito. Qualcuno che ha commesso infrazioni gravi o è stato coinvolto in incidenti di rilievo non viene preso in considerazione. Comunque non viene meno il rispetto per loro che tanto hanno dato alla comunità: semplicemente si vuole che i rappresentanti al raduno nazionale siano al di sopra di ogni sospetto e siano di esempio per tutti gli altri.
Il Saurer anziano dirige la discussione con grande tatto e signorilità. La decisione viene presa allunanimità e, soprattutto, con convinzione da parte di tutti. I prescelti, con un misto di modestia e di fierezza, congedandosi dallassemblea, partono per primi. Il rombo dei loro potenti motori viene applaudito dai calorosi suoni di tromba di tutti gli altri. Lamicizia è palpabile.
Il raduno volge al termine, ad uno ad uno gli autocarri ritornano nelle loro rimesse, ma lanno prossimo si ritroveranno lì, puntuali, per raccontarsi vecchie e nuove avventure vissute sulle strade del nostro magnifico territorio.
Thomas Arn