Articolo apparso su Opinione Liberale il 28 agosto 2003

Una bretella per gli abitanti di Rancate

 

La nuova strada

Cos’è l’oggetto del contendere? È un tratto di nuova strada di 550 metri di lunghezza, larga 7 metri, percorribile a 50 km/h. Questa nuova strada permette al traffico diretto verso i comuni di Besazio, Tremola, Arzo e Meride di aggirare il nucleo di Rancate con notevole sollievo per gli abitanti della parte ovest del comune.

Il nuovo percorso è lontano dai centri abitati, non tocca aree di particolare interesse sia agricolo sia forestale. La vecchia strada verrà abolita come tale e servirà unicamente come accesso (a fondo cieco) per i fondi adiacenti.

La strada fa parte del nuovissimo Piano dei Trasporti del Mendrisiotto e completa la strada principale che dalla dogana di Arzo giunge fino allo svincolo autostradale di Rancate della A 394 (Mendrisio-Stabio-Gaggiolo).

 

Le decisioni del Gran Consiglio

Il Gran Consiglio ha già approvato il Piano Generale, contro il quale è insorto, in particolare, il comune di Ligornetto. Gli ulteriori sviluppi giuridici (Tribunale della Pianificazione e Tribunale federale) hanno confermato l’impostazione e il Piano Generale che quindi ha forza giuridica.

Ancora recentemente il Gran Consiglio si è espresso su questo tema nell’ambito dell’evasione dei ricorsi inerenti il Piano dei Trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (PTM). Non ha avuto dubbi e ha confermato l’impostazione a suo tempo data.

Infine il Gran Consiglio ha approvato il credito di 2'040'000 per la progettazione e di 16'000'000.- per le opere di pronto intervento da realizzare nell’ambito del PTM. Di questi 4.4 milioni sono riservati per la “Strada della Montagna”, il tratto di strada contestato.

Il referendum è stato indetto contro tutto il credito: in caso che questo venisse negato in votazione popolare, cadrebbero non solo gli altri investimenti per miglioramenti urgenti e puntuali, ma anche la parte riservata alle progettazioni di ulteriori e più impegnative opere.

 

Il commento

La questione, a mio modo di vedere semplice e lineare, non sembra seguire i normali schemi di comprensione razionale, vista le polemiche piuttosto virulente fra i favorevoli e i contrari. I centri degli opposti schieramenti sono chiaramente situati a Rancate (favorevoli) e Ligornetto (contrari), ma non credo si tratti di una “bega” fra due paesi vicini.

Ho l’impressione piuttosto che si tratti di una reazione alla situazione sempre più drammatica che il Mendrisiotto sta vivendo in termini ambientali e di traffico, assediata dallo smog estivo (ci ricordiamo ancora tutti i valori di allarme di ozono delle scorse settimane) e da quello invernale (forse i ricordi di questo fenomeno sono meno vivi). D’altra parte, la situazione, a partire dall’autostrada, sulle strade del Mendrisiotto è sempre più caotica.

La questione di fondo è quella di assicurare la mobilità agli abitanti del Mendrisiotto, necessaria sia per soddisfare le proprie esigenze personali, ma anche per permettere all’economia di operare. Nel contempo deve essere garantita la vivibilità in un ambiente il più possibile conforme alle esigenze di una vita salutare e equilibrata.

La convivenza della mobilità con l’ambiente rappresenta il nodo politico centrale da risolvere. Sono convinto che con opere puntuali e non invasive come quella proposta si possano migliorare, sempre a livello locale, i due aspetti, senza per questo infrangere nessun principio di base.

Per questo ho approvato e sostenuto nelle diverse occasioni il progetto della Strada della Montagna e invito gli elettori a fare altrettanto.

Thomas Arn