Opinione liberale, 2 maggio 1999

Quanti e quali circondari vogliamo a Lugano?

È tempo di sollevare il quesito dei circondari elettorali del distretto di Lugano. Se ne era parlato nei mesi precedenti la composizione delle liste per il Gran Consiglio, ma senza esito, perché vi era il diffuso timore che la riunione dei circondari di Lugano avrebbe rimescolato i rapporti di forza fra la città e la periferia.

Dobbiamo renderci conto che l'attuale suddivisione geografica dei circondari risale al secolo scorso, quando i criteri per determinarla erano ben diversi da quello che si vorrebbe oggi.

La prima constatazione è che i tre circondari del distretto di Lugano si intersecano nel pieno dell'agglomerato urbano: Lugano-Besso fa parte del circondario cittadino. Breganzona e Sorengo fanno parte del III circondario che si estende fino a Tesserete e la Valle del Vedeggio. Muzzano, Gentilino e Montagnola, invece, appartengono al IV circondario che dovrebbe essere quello del Malcantone. Eppure questi comuni appartengono tutti alla cintura della città. Come minimo questo paradosso chiederebbe una modifica della forma dei circondari.

Prima di iniziare a pensare una nuova suddivisione dei circondari è però necessario chiedersi quali sarebbero gli scopi da raggiungere. Vi è una diffusa paura che la città di Lugano possa in qualche modo fagocitare politicamente le zone periferiche del distretto, non permettendone un'adeguata rappresentanza in Gran Consiglio.

Una prima ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di prevedere due circondari elettorali: un circondario urbano, comprendente la città e quei comuni che formano la "cintura" di Lugano. Il resto del distretto potrebbe confluire in un circondario che provvisoriamente potrebbe essere chiamato "periferico".

Questa ipotesi ha però dei nodi da sciogliere: dapprima bisogna determinare la forma dei circondari, in seguito bisogna modificare la legge elettorale nella quale sono sanciti i circondari attuali. Bisogna però essere coscienti che questa operazione non è priva di rischi, visto che la modifica legislativa deve essere affrontata a livello di Gran Consiglio (basti pensare che sia nel 1995 che nel 1999 la legge elettorale modificata ha trovato resistenze tali da dover applicare ancora la vecchia legge).

In verità le ultime due elezioni sembrerebbero dimostrare che la paura nei confronti della città sia infondata: i risultati elettorali migliori si possono trovare in tutti i circondari. Gli ultimi, ancora freschi risultati del 18 aprile scorso hanno messo in luce alcune personalità che, indipendentemente dalla loro provenienza (o meglio del loro domicilio), hanno conseguito risultati elettorali brillanti. È lecito supporre che queste persone sarebbero emerse anche in caso di regole elettorali o circondari diversi.

Da questa constatazione scaturisce la seconda ipotesi di lavoro: la riunione pura e semplice dei tre circondari elettorali in un unico circondario distrettuale. Questa ipotesi implicherebbe una semplice decisione del partito e non necessiterebbe nessuna modifica legislativa.

Una soluzione di questo tipo avrebbe un altro vantaggio: in un circondario con molti candidati eletti (attualmente sono 11 per il distretto di Lugano), gli avvicendamenti potrebbero avvenire più frequentemente, in modo da dare spazio, quadriennio dopo quadriennio, a nuove e brillanti personalità, senza che le prospettive di riuscita siano eccessivamente legate al loro domicilio.

Sarebbe opportuno che la discussione sui circondari elettorali del distretto di Lugani venga aperta nei prossimi mesi, in modo da sviscerarne tutti gli aspetti e che venga presa una decisione saggia e definitiva prima che si aprano i balli per la composizione delle liste delle elezioni del 2003.

Thomas Arn