Corriere del Ticino, 16 ottobre 2002

Dosaggio ieri, contagocce oggi e poi?

Il recente cambiamento del sistema di dosaggio della galleria del Gottardo propone un quesito fondamentale: per quanti veicoli, soprattutto pesanti, siamo in grado di garantire il transito sull'asse nord-sud?

A mio modo di vedere, due sono i fattori che determinano la capacità del corridoio di transito.

Da una parte vi è senz'altro la capacità fisica della strada, di cui la galleria del Gottardo è solo un elemento fra i molti che concorrono a determinarne la capacità totale. Basti pensare alla dogana di Chiasso-Brogeda, alla rampa nord del Gottardo o al tratto della A2 sovrapposto alla A1 fra Härkingen e Egerkingen, punti altrettanto critici della galleria del San Gottardo.

Nell'ambito di un discorso di sviluppo sostenibile non si può tralasciare di considerare la capacità per una regione di sopportare durevolmente il carico ambientale che risulta dal traffico di transito. Le misurazioni effettuate hanno mostrato come le vallate della Reuss e della Leventina, siano particolarmente sensibili all'inquinamento dovuto al traffico. Indipendentemente dalla capacità fisica complessiva della strada, vi sarà quindi un limite della capacità imposto dal rispetto dei parametri ambientali.

Di conseguenza non è possibile oggi, e nemmeno in futuro, offrire una capacità di transito infinita, vi sarà sempre un limite.

Nasce quindi il delicato problema politico di come suddividere la limitata capacità fra i pretendenti al transito. Dosaggio ieri, contagocce oggi e domani? Di una cosa dobbiamo essere in chiaro: indipendentemente dal sistema utilizzato, se la richiesta supera l'offerta, i tempi di attesa sono e saranno inevitabili.

È altrettanto evidente che i tempi d'attesa trascorsi incolonnati, magari per ore o giorni, dal punto di vista economico sono un non-senso. Non solo: sono pure un carico ambientale notevole per le regioni che devono "ospitare" chilometri di autotreni incolonnati.

Ho l'impressione che sarà inevitabile l'introduzione di un sistema di riservazione per autoveicoli pesanti in transito. In questo modo un autotreno si metterà in viaggio solo al momento in cui sarà sicuro di avere un transito garantito attraverso le Alpi.

È questa una limitazione della libertà di movimento? Non credo: al momento in cui lo Stato può mettere a disposizione un bene in quantità limitata, deve organizzarne anche la distribuzione, in modo che sia equa e che non crei ulteriori svantaggi. D'altronde, qualcuno si scandalizza per le riservazioni dei posti sugli aerei o sui traghetti?

Il sistema di riservazione dovrà avere un carattere prettamente organizzativo e amministrativo e non dovrà - secondo il mio parere - assumere anche funzioni di borsa. Le riservazioni saranno definite per un certo orario e un certo veicolo e non potranno essere trasferite, quindi non saranno commerciabili. Il sistema potrà essere molto simile a quello dei trasporti aerei, anche se dovrà permettere una certa flessibilità d'orario per non costringere gli autisti a pazze corse per non perdere lo "slot" di transito. Sarà probabilmente opportuno abbinare organizzativamente il sistema di riservazione per il transito su gomma con quello del sistema "huckepack": l'organizzatore del trasporto potrà così essere indirizzato sulla possibilità di transito migliore, indipendentemente dal vettore utilizzato. Si potrà pure riservare un certo numero di viaggi necessari al traffico interno da e per il Ticino. Il controllo della riservazione può essere fatto già alla frontiera: in caso di insufficiente capacità l'autocarro potrà essere dirottato altrove, ma potrebbe anche sfruttare uno "slot" che si è liberato all'ultimo momento. In quest'ottica, una collaborazione internazionale nell'ambito dell'attraversamento della catena alpine, coinvolgendo tutti i valichi disponibili appare opportuna, ma probabilmente, come spesso accade, dovrà essere affrontata in un secondo tempo.

Certo, i dettagli da risolvere saranno molti, ma accorre essere coscienti che la preziosa risorsa della capacità di transito attraverso le Alpi non può essere usata a piacimento e che quindi occorre un sistema per distribuirla in modo equo fra i pretendenti. Se, come effetto secondario, si arrivasse anche sfruttare meglio la capacità disponibile e a evitare viaggi a vuoto o inutili, si otterrebbe un ulteriore guadagno.

Thomas Arn