Giornale elettorale PLR Lugano, marzo 1999

Economia: teoria, speranza e solidarietà

Economia. Parola magica. Parola misteriosa.

Innumerevoli teorie dei massimi sistemi la descrivono in ogni dettaglio. Ogni raffreddore e colpo di tosse dell’economia è puntualmente registrato e commentato. Regolarmente banche, assicurazioni, istituti specializzati pubblicano immacolati rapporti su carta patinata e grafica ovattata.

Ma che relazione c’è fra queste teorie e la vita quotidiana?

Al cittadino la teoria può andare bene, ma se non trova il conforto nel posto di lavoro, nel riuscire a pagare senza difficoltà a fine mese l’affitto, la cassa malati e le altre spese familiari, si scoraggia.

Il cittadino non crede alle previsioni del KOF o di qualche altro istituto che regolarmente indica crescite dell’economia, pronosticando la ripresa economica, se non trova un immediato riscontro nella sua sfera d’influenza.

Quelli che contano sono i fatti. Quelli direttamente percettibili sul proprio portafoglio e sulla propria situazione personale, per intenderci.

Se le grandi teorie non trovano sempre riscontro sulla realtà quotidiana significa che non dipendiamo in tutto e per tutto da quanto succede a New York, Londra o Zurigo. C’è spazio di manovra per determinare noi stessi il nostro benessere economico.

Intendiamoci bene: per noi stessi intendo ognuno di noi, il singolo. Con molta inventiva e molto impegno é possibile rimediare a situazioni a prima vista difficili o addirittura senza sbocco.

Infine c’è un valore fondamentale: la solidarietà. Solidarietà che deve manifestarsi a tutti i livelli. A livello individuale, aiutando il prossimo o il vicino nei piccoli bisogni quotidiani. A livello di collettività, quando tutto, ma proprio tutto, purtroppo, è andato storto.

La speranza di riuscire a influenzare il nostro destino con le nostre forze, unita alla sicurezza di non essere abbandonati a noi stessi nel momento del bisogno, deve darci quell’ottimismo che è il motore del nostro benessere.

Thomas Arn