Corriere del Ticino, ottobre 2003
I media, le sedie e la politica
Con grande clamore mediatico è andato allasta larredo della sala del Consiglio comunale di Lugano. Certo, sarebbe stato meglio se il Comune avesse riutilizzato larredo per un altro scopo nel grande territorio della nuova città. Purtroppo, malgrado le accorate sollecitazioni, il Municipio ha deciso altrimenti. Il fatidico giorno, qualche cittadino e fra questi qualche Consigliere comunale ha partecipato allasta per aggiudicarsi almeno una sedia.
Perché?
Forse qualcuno ha voluto portarsi a casa un ricordo, qualcuno ha visto una destinazione precisa delloggetto acquistato, qualcun altro ha magari soddisfatto un semplice capriccio. Ma credo di individuare una matrice comune a molti acquirenti: conservare un pezzo di Lugano, visto che lEnte pubblico ha deciso di non farlo, con la consapevolezza che, se un giorno ce ne fosse bisogno, loggetto affidato verrà rimesso a disposizione della comunità.
Pensando ai momenti trascorsi in quellaula, riecheggiano le discussioni accorate su questo o quellaltro argomento, interrotte dallo scricchiolio delle sedie e dei banchi, quando un Consigliere si alzava per prendere la parola. Talvolta sono stati affrontati temi importanti per la Città, magari a tarda ora, quando i giornalisti, spinti dalla necessità di redigere il pezzo, erano già ritornati nelle loro redazioni e il pubblico era ormai ridotto a pochissimi affezionati. Così è successo più di una volta che discussioni del consesso cittadino, magari di rilevanza per il futuro della città, siano passate completamente inosservate.
In compenso lattenzione dei media per lasta è stata quella destinata ai grandi eventi: erano presenti le telecamere, con tanto di interviste ai presenti, i fotografi pronti a cogliere lattimo fuggente, e i giornalisti intenti a trasformare in parola le sensazioni raccolte. Rievocando quanto era successo fra quei banchi, facilmente ci si può ricordare che la medesima grande attenzione sia stata riservata anche in passato a fatti secondari e inconcludenti della politica cittadina.
Titoloni per aste e fatti che lasciano il tempo che trovano. Silenzio per atti qualificanti dei consessi politici.
Sembra quasi che i media, attraverso lampiezza della loro copertura, assumano il ruolo di arbitri dellazione politica. E allora via: consiglieri, deputati e candidati, pronti a sfruttare questa peculiarità, inondano larena politica con spettacolari azioni.
Fortunatamente è il cittadino-elettore a fare le scelte. E si è visto più di una volta che sa distinguere fra messa in scena e sostanza. Ieri, oggi e domani.
Riflettiamo un attimo. Il compito del cittadino-elettore non sarebbe facilitato se i media riferissero dei fatti politici senza farsi abbagliare dallo spettacolo?
Thomas Arn