Apparso su Opinione Liberale il 30.1.2003

Il PLRT prende posizione sui piani settoriali dei trasporti pubblici e delle strade

Il futuro delle strade

I piani settoriali della Confederazione rappresentano la stratosfera della pianificazione. Già, perché questi piani stanno addirittura sopra il Piano direttore cantonale, documento guida della pianificazione cantonale.

Allora perché occuparsene, se sono così lontani dalla nostra realtà quotidiana?

In questi giorni si chiude la consultazione dei tre piani settoriali che pianificano la futura mobilità della Confederazione: le strade, i trasporti pubblici e l’aviazione.

All’interno del nostro partito sono stati esaminati attentamente i documenti in consultazione. Da questa analisi è emerso che soprattutto il piano settoriale delle strade tocca da vicino (anche) il nostro Cantone.

Il documento rappresenterà la base per la futura suddivisione delle competenze in materia di finanziamento dei collegamenti stradali: quei tratti stradali che riceveranno l’attributo di "strada federale" verranno finanziati completamente dalla Confederazione, mentre le altre strade saranno esclusivamente a carico degli Enti locali, siano essi Cantoni o Comuni.

Questo nuovo concetto soppianterà quelli attuali di "strade nazionali", nel nostro cantone sussidiate dalla Confederazione al 92% per la costruzione, e di "strade principali" che godono pure di importanti sussidi federali.

 

 Politica federale della mobilità

Il documento in consultazione è molto interessante e spiega in modo esauriente gli obiettivi della futura politica federale in materia di mobilità individuale, compreso il traffico lento costituito da ciclisti e pedoni. Queste ultime forme di mobilità potrebbero essere una valida alternativa a livello locale e quindi diminuire di qualche punto percentuale la quota parte del traffico individuale motorizzato.

Comunque sia, malgrado gli sforzi per cercare forme di mobilità alternative, il traffico motorizzato individuale esaudirà anche in futuro la parte più importante della domanda di trasporto.

Ben vengano quindi le intenzioni della Confederazione in merito ai programmi di risanamento ecologico, sia per la protezione fonica, sia per la protezione dell’aria. Il nostro partito apprezza queste intenzioni, ma sottolinea l’urgenza di tali interventi, soprattutto attorno ai grandi assi di transito che per il nostro Cantone si traducono nella dorsale sud-nord. Questa richiesta vale in particolare per il Mendrisiotto, dove l’autostrada è molto sollecitata e attraversa zone sensibili dal punto di vista ambientale. 

 

Il San Gottardo

Benché il documento in consultazione rechi la data di settembre 2002, esso non è già più attuale in riguardo alla posizione della Confederazione sul raddoppio o meno della galleria del S. Gottardo.

In effetti, considerando unicamente il criterio della capacità, il Consiglio federale, nel suo messaggio in merito all’iniziativa "Avanti", non considera il raddoppio della galleria del Gottardo come prioritario. Nell’ambito dell’esame parlamentare dell’iniziativa e del controprogetto. il nazionale ha già corretto il tiro, includendo la necessità del raddoppio della galleria nel controprogetto. Ma non bisogna abbassare la guardia. Altri ostacoli attendono all’orizzonte: l’esame del Consiglio degli Stati e, soprattutto, la votazione popolare.

Nell’ottica di queste future battaglie la presa di posizione del nostro partito chiarisce che gli argomenti principali per chiedere il completamento del collegamento sotto il Gottardo con una seconda galleria sono quelli della sicurezza. Sicurezza intrinseca volta a proteggere la vita umana in transito e sicurezza del collegamento fra il Ticino e il resto della Svizzera, anche durante le interruzioni dell’esercizio di una delle due gallerie in caso di manutenzione o di incidenti.

 

La rete di strade federali

Lo studio alla base del piano settoriale in consultazione elenca una serie di criteri che permettono di individuare i tratti stradali di importanza nazionale da includere nella rete di strade federali.

La rete si compone primariamente di una rete di base, alla quale sono attribuite le funzioni di passaggio del traffico di transito internazionale, di collegamento della Svizzera con l’estero, di collegamento dei centri principali, dei grandi centri e dei centri di media grandezza.

L’agglomerato di Lugano è classificato come grande centro, sul medesimo piano di Berna o Losanna, mentre gli agglomerati di Locarno e Mendrisio/Chiasso sono situati nel gruppo dei centri di media grandezza. Questa classificazione unita alla chiara definizione di transito dell’asse nord/sud fa sì che i seguenti tratti stradali siano inseriti nella rete di base:

  • A2 Chiasso-San Gottardo (comprendente sia la galleria che la strada del passo del S. Gottardo),
  • A13 fra Bellinzona e il Cantone Grigioni,
  • Camorino (collegamento A2) &emdash; Locarno &emdash; confine di Camedo (Centovalli),

La rete integrativa completa la rete di base, per una ulteriore serie di funzioni di importanza nazionale: raccolta del traffico regionale, accesso alle infrastrutture dei trasporti di importanza nazionale, collegamento delle regioni di confine con i centri regionali esteri vicini, accesso ai capoluoghi cantonali e accesso alle principali regioni turistiche. Questi criteri si traducono in ulteriori tratti di strade federali:

  • Quartino - confine di Dirinella (Gambarogno),
  • Locarno - confine di Brissago,
  • Lugano nord &emdash; Agno,
  • Mendrisio - Stabio - confine di Gaggiolo.

 

Le proposte

Si è notato che alcuni tratti stradali del nostro cantone, attualmente classificati come strade principali o potenzialmente meritevoli di essere presi in considerazione, sono stati esclusi dalla rete federale, perché non hanno raggiunto i requisiti minimi di un singolo criterio. Secondo il PLRT anche la concomitanza di due o più criteri non soddisfatti completamente deve giustificare la considerazione per la rete di strade federali.

Si ritiene che il progetto in consultazione non abbia adeguatamente tenuto conto del traffico pendolare dovuto ai lavoratori frontalieri, che rappresentano decine di migliaia di spostamenti quotidiani soprattutto sui valichi di confine del Sottoceneri e del Locarnese.

Concretamente, il PLRT propone di inserire nella rete di strade federali, a livello di rete integrativa i seguenti tratti stradali:

  •  la strada fra Lugano nord (A2) e Ponte Tresa che risponde, oltre al criterio del traffico pendolare dovuto ai lavoratori frontalieri, anche ai criteri di collegamento con i centri regionali esteri vicini (Lugano-Varese) e di raccolta del traffico regionale;
    • la strada fra Lugano nord (A2) e Gandria, troppo spesso sottovalutata, ma che assume una eminente importanza, sia quale strada di collegamento di un agglomerato di grande dimensioni alla rete di base delle strade nazionali, sia quale collegamento con la regione di confine Porlezza-Menaggio-Valtellina (con una infrastruttura stradale in costante evoluzione da parte italiana);
    • la strada del Passo del Lucomagno da Biasca al confine con il Canton Grigioni, visto che è l’unico passo alpino, aperto tutto l’anno che svolge una funzione di collegamento intercantonale, a non essere considerato nella rete di strade federali.

     

    L’auspicio

    Il PLRT apprezza lo sforzo fatto dalla Confederazione nell’elaborazione di una nuova politica dei trasporti, sfociata non solo nel piano settoriale delle strade, ma anche, ad esempio, nel piano settoriale ferrovia e trasporti pubblici.

    È ormai assodato che una strada è molto di più di un semplice collegamento fra due località o regioni, ma rappresenta un elemento di una struttura di portata molto vasta che coinvolge innumerevoli aspetti della vita di un paese.

    Proprio per questo, quando vengono fissati criteri per la definizione dei collegamenti, è indispensabile cogliere anche altri elementi che concorrono a definire l’insieme della rete stradale.

    Noi auspichiamo quindi che i suggerimenti emersi dalle nostre valutazioni vengano tenuti in adeguato conto quando si tratterà, a livello federale, di decidere definitivamente i piani settoriali.

    Thomas Arn