Ristabilire le "regole del gioco" per una corretta applicazione della legge sugli appalti
Offerte sottocosto
L'attuale legge sugli appalti risale al 1989, quando è stato in particolare abolito il preventivo normale. Il preventivo normale è stato introdotto nel 1942, dopo un periodo in cui erano stati praticati prezzi talmente bassi, da non poter più essere considerati come "giusto prezzo".
La modifica nel 1989 era stata voluta e difesa con la convinzione che il mercato sarebbe nel frattempo diventato più maturo e che quindi il meccanismo della domanda e l'offerta avrebbe funzionato correttamente. Lo Stato avrebbe vegliato affinché offerte che "sembrano sottocosto" sarebbero state escluse dall'aggiudicazione. Infatti nella discussione granconsigliare di allora era ben viva la preoccupazione di evitare una corsa al ribasso per i prezzi.
Purtroppo ciò che il legislatore non ha voluto si è avverato: complice la recessione economica, negli ultimi anni si è assistito ad una vera e propria corsa al ribasso per accappararsi appalti dello Stato, innescando una pericolosa spirale. La chiameremo spirale del sottocosto. Come funziona?
Viene eseguito un lavoro senza che tutti i costi vengano coperti. In altre parole, al termine dell'opera restano in sospeso fatture che non possono essere pagate. Ecco che l'imprenditore corre ad acquisire un altro lavoro, il più presto possibile, anche questo sottocosto. Con i primi acconti si pagano gli scoperti dei buchi precedenti. Per finanziare i nuovi lavori si corre in banca per ottenere linee di credito, garantite dalla lettera di delibera, solida come una garanzia statale. Nessuna banca si preoccupa di verificare se i lavori finanziati saranno redditizi. E così lo scoperto aumenta. Fino all'inevitabile fallimento. Affari suoi, diranno i più. Invece no. Sono pure perdite secche per una serie di fornitori di materiali e prestazioni e, soprattutto, le assicurazioni sociali.
Esempi recenti e ben conosciuti confermano con precisione questi meccanismi.
E' necessario trovare rimedio, dotando lo Stato di strumenti per evitare che vengano aggiudicati lavori sottocosto.
La legge sugli appalti dà già oggi allo Stato la possibilità di escludere dall'aggiudicazione offerte sottocosto, applicando l'art 19 §o. Molto raramente questa norma viene applicata: allo Stato mancano i mezzi e le risorse per stabilire il giusto prezzo di una prestazione e quindi determinare se una offerta è sottocosto o meno.
Pagamenti di fornitori di materiale e prestazioni
Pur non entrando ancora nel campo nel appalto generale o appalto-progetto, parecchi lavori appaltati dallo Stato richiedono l'intervento, oltre della ditta aggiudicataria, di subappaltanti che eseguono anche quote importanti dei lavori aggiudicati. In ogni casi vengono coinvolti fornitori dei più disparati materiali.
Una conseguenza dei lavori eseguiti sottocosto è il pagamento con ritardi intollerabili (e a cattivissime condizioni) dei fornitori di materiali e prestazioni.
Subappalti
Lo strumento del subappalto non deve essere usato per eludere gli sforzi di sostegno dell'economia locale. Infatti poco serve una delibera a una ditta ticinese, quando questa subappalta parti importanti dell'opera a ditte straniere o confederate. Queste, spesso, impiegano salariati provenienti da fuori cantone non sottoposti a contratto collettivo di lavoro riconosciuto in Ticino. I medesimi lavori, spesso, potrebbero essere eseguiti da ditte ticinesi, con manodopera indigena!
Deve essere pure esclusa una catena di subappalti, questo per salvaguardare gli interessi dello Stato (i subappalti costano!) e per avere il controllo su chi effettivamente esegue l'opera!
Oneri sociali
Lo Stato, per il tramite dell'Ufficio appalti, verifica che i concorrenti ad un appalto abbiano presentato le dichiarazioni delle assicurazioni sociali, comprovanti che il concorrente è in regola con i suoi obblighi.
La pratica ha dimostrato che queste dichiarazioni sono insufficienti. E' necessario che si produca la prova dell'avvenuto pagamento degli oneri sociali.
Conclusioni
Questa iniziativa generica chiede quindi che si introducano le necessarie normative affinché lo Stato
Lo Stato non deve sostituirsi agli imprenditori e nemmeno ne deve essere il tutore. Lo Stato deve invece svolgere fino in fondo il suo ruolo di "direttore d'orchestra" affinchè tutti i componenti dell'orchestra seguano la medesima partitura, in altre parole che tutti gli imprenditori rispettino le "regole del gioco".