Esodo di dipendenti che chiedono il pensionamento a seguito di un progetto di modifica della Legge sulla Cassa Pensioni?

In queste settimane fra i funzionari dell’amministrazione dello Stato si osserva un fermento particolare: a quanto pare è in preparazione una modifica della Legge sulla Cassa Pensioni dei dipendenti dello Stato che modificherà in modo non trascurabile le prestazioni ai nuovi pensionati.

Sembra che, fra le altre, sia in preparazione una modifica dell’art. 22. Verrebbe modificato il principio secondo cui la pensione si commisura all’ultimo stipendio assicurato. In futuro verrebbe commisurata alla media degli stipendi assicurati degli ultimi cinque o dieci anni. Sarebbe un passo nella direzione auspicata del primato dei contributi in luogo del primato delle prestazioni per la determinazione della pensione. Inoltre si eviterebbero situazioni imbarazzanti in caso di promozioni collegate ad aumenti di stipendio poco tempo prima del pensionamento.

L’introduzione di queste nuove norme sarebbe &emdash; il condizionale è sempre d’obbligo &emdash; prevista al 1° gennaio 1999, senza alcun periodo di transizione.

Se queste ipotesi fossero corrette, vi sarebbero riduzioni, anche sostanziose, della pensione per gli assicurati che già hanno raggiunto l’età o gli anni di servizio richiesti dalla legge per essere al beneficio del pensionamento, ma che potrebbero continuare a prestare servizio perché non hanno ancora raggiunto l’età limite. Questa riduzione non esplicherebbe i suoi effetti qualora i dipendenti interessati inoltrassero le dimissioni nei prossimi mesi per essere effettive il 1° dicembre 1998.

Da quanto si sente nei corridoi dei palazzi amministrativi, parecchie decine, se non qualche centinaio, di funzionari si troverebbero nella situazione di dover scegliere se restare alle dipendenze dello Stato o beneficiare del pensionamento. Sarebbero coinvolti anche - e soprattutto - funzionari dirigenti e, comunque, con grande esperienza, la cui sostituzione richiederebbe in ogni caso un’attenta preparazione.

Una modifica della Legge sulla Cassa Pensioni dei dipendenti dello Stato deve ovviamente essere discussa e approvata in Gran Consiglio, previa la presentazione di un messaggio del Consiglio di Stato. Se la modifica dovesse effettivamente entrare in vigore il 1° gennaio 1999, si dovrebbe dedurre una presentazione del messaggio entro tempi brevi.

Alla luce dell’insicurezza fra i funzionari dello Stato e delle conseguenze &emdash; organizzative e finanziarie &emdash; della partenza di molti dipendenti, mi permetto di chiedere al Consiglio di Stato:

  1. E’ in preparazione una modifica della Legge sulla Cassa Pensioni?
  2. Se sì, quali articoli verrebbero modificati?
  3. Il Consiglio di Stato è cosciente dell’insicurezza esistente fra i funzionari per la mancanza di informazione in riguardo a un’eventuale modifica della Legge sulla Cassa Pensioni?
  4. Quanti funzionari verrebbero toccati dai provvedimenti in preparazione?
  5. Quali sarebbero le conseguenze finanziarie per lo Stato e per la Cassa Pensioni di un’eventuale ondata di prepensionamenti?
  6. Quali sarebbero le conseguenze organizzative sui settori toccati dalla partenza contemporanea di più funzionari dirigenti o con mansioni importanti?
  7. Il Consiglio di Stato ha valutato misure transitorie per introdurre gradualmente il cambiamento del sistema di determinazione della pensione, in modo da attenuare gli effetti della partenza contemporanea di molti funzionari?

Questa interrogazione potrebbe avere un seguito in più modi: qualora le prospettate modifiche dovessero effettivamente entrare in vigore presto, le risposte a queste domande potranno trovare posto nel messaggio governativo. Se invece le voci in riguardo a modifiche della Legge sulla Cassa Pensioni fossero infondate, sarebbe necessaria una risposta urgente a questa interrogazione, in modo da tranquillizzare i funzionari toccati dal provvedimento.