Interrogazione

Organizzazione dell'elisoccorso in Ticino

Lo scorso 25 giugno 2001 è stata varata dal parlamento cantonale la nuova legge sul servizio preospedaliero di soccorso e trasporto sanitario (messaggio no. 4881). Nel corso del dibattito, il parlamento ha accolto a grande maggioranza un emendamento di Thomas Arn, volto a dare al Consiglio di Stato la competenza di "stipulare apposite convenzioni per assicurare in caso di necessità l'intervento di servizi speciali e la collaborazione di specialisti".

Sul Giornale del popolo del 31 luglio 2002 a pagina 13 si può leggere un articolo dal titolo "Elisoccorso, più voli da Lodrino". L'occhiello specifica che "alla Heli-TV il picchetto sarà garantito tutti i giorni 24 ore su 24 - Il budget raddoppierà". Nel testo si può inoltre leggere che la "Heli-TV Elisoccorso è l'unica organizzazione di soccorso riconosciuta dal Dipartimento socialità e sanità".Si può pure apprendere dal testo che dei 7 elicotteri in volo, due sono destinati all'elisoccorso. Inoltre "a Lodrino lavorano cinque medici che si danno il cambio settimanalmente per garantire i picchetti, affiancati da una quindicina di infermieri e anestesisti formati per interventi di elisoccorso".

Nel medesimo articolo il responsabile della Heli TV, Silvio Frapolli, afferma che "in un primo tempo era stato accettato il discorso della seconda macchina, ossia di fare da spalla alla Rega in caso di intervento. Dopo diversi disguidi, da circa sei mesi il 144 ci ha affidato la zona delle Tre Valli, dove siamo i primi a intervenire". Precisa inoltre che "a livello finanziario, attualmente il budget ammonta a mezzo milione di franchi, anche se, viste le richieste degli operatori del settore, prossimamente potrebbe essere portato ad un milione di franchi per garantire un picchetto 24 ore su 24, sette giorni alla settimana".Infine Frapolli osserva come "il soccorso preospedaliero in generale dovrebbe essere gestito totalmente dalla centrale del 144, non accettando quello che succede attualmente, ossia che l'operatore svizzero tedesco gestisca questo tipo d'intervento partendo da Zurigo senza tenere in considerazione le richieste da parte ticinese, che vuole gestire il servizio dalla propria centrale".

Le affermazioni del noto imprenditore Silvio Frapolli non possono non preoccupare. Senza eccessivi veli egli afferma che il servizio di elisoccorso che la Rega offre a tutta la popolazione a livello nazionale non sia sufficiente e che sia necessario creare un servizio alternativo in Ticino, per lo meno nella regione Tre Valli. Sembra inoltre che la centrale operativa nazionale della Rega non offra sufficienti garanzie, tali da dover investire la centrale del 144 pure della coordinazione degli interventi di elisoccorso.

Le nostre preoccupazioni si possono sintetizzare a due livelli:

Tenuto pure conto che la volontà chiara del legislatore è quella di centralizzare i servizi, dando la competenza al Consiglio di Stato di stipulare convenzioni, ci permettiamo di formulare le seguenti domande:

  1. Come valuta il Consiglio di Stato l'organizzazione, l'efficienza e i costi del servizio di elisoccorso in Ticino?
  2. È corretta l'affermazione riportata sul giornale secondo cui la Heli-TV sia l'unica organizzazione elitrasportata del Cantone riconosciuta dal Dipartimento sanità e socialità?
  3. Se sì, il Consiglio di Stato ha delegato al Dipartimento il compito di stipulare le convenzioni, oppure il Consiglio di Stato conferma la propria competenza (trattandosi di un servizio che coinvolge almeno due Dipartimenti)?
  4. Il Consiglio di Stato ritiene che le affermazioni circa i disguidi e le incomprensioni fra la Rega e la Heli-TV citate da Frapolli siano corrette oppure infondate?
  5. Il Consiglio di Stato valuta che il servizio di elisoccorso debba essere coordinato in modo da garantire un servizio ottimale e a un costo contenuto, oppure deve essere il libero mercato a trovare la formula migliore?
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    Allegata: copia dell'articolo del Giornale del Popolo del 31 luglio 2002.

     

     

  • Lugano, 17 settembre 2002.

     

     

     

    (Thomas Arn) (Felice Dafond)