Rapporto (4632 R) (Bozza) del 12 gennaio 1998

della commissione speciale per le bonifiche fondiarie

sul messaggio concernente lo stanziamento di un credito suppletorio per la progettazione di un acquedotto a lago del Mendrisiotto.

 

1. Considerazioni introduttive

Apparentemente, questa richiesta di credito concerne il semplice aggiornamento di un credito già concesso nel 1990 e quindi una richiesta di poco conto. In verità, la richiesta di credito cela un profondo cambiamento di impostazione del progetto, tant’è vero che non si può più parlare di un "acquedotto a lago nel Mendrisiotto" (anche se sin dall’inizio era chiara la destinazione regionale del progetto), ma di un vero e proprio "Piano di approvvigionamento idrico del Mendrisiotto" ai sensi della nuova legge sull’approvvigionamento idrico del 22 giugno 1994.

 

1.1 Messaggio 3552 del 20 dicembre 1989 concernente la concessione di un credito per la progettazione di massima dell’acquedotto a lago del Mendrisiotto

E’ noto da tempo che le possibilità di rifornimento idrico delle aziende di acqua potabile del Mendrisiotto abbiano dei limiti, tenendo conto in particolare dello sviluppo prospettato degli insediamenti abitativi e industriali, ma anche della sicurezza dell’approvvigionamento, visto che alcune captazioni della falda sono minacciate da eventuali malaugurati incidenti sia sull’autostrada che sulla ferrovia.

I limiti dell’attuale sistema di approvvigionamento idrico si manifestano già in periodi di prolungata di siccità creando non pochi problemi per i comuni e la popolazione interessata.

Sulla base di studi preliminari effettuati negli anni 80 è scaturita una prima richiesta di credito di Fr. 250’000.- per un progetto di massima dell’acquedotto a lago del Mendrisiotto. Base per il calcolo dell’onorario è una valutazione dei costi per la realizzazione delle opere nell’ordine di 30 milioni di franchi.

Le considerazioni contenute nel messaggio di allora e nel rapporto della commissione della gestione dell’8 febbraio 1990 indicano già gli elementi principali di una valutazione futura del progetto: l’alto costo previsto per la realizzazione, la nuova legge sull’approvvigionamento idrico (allora in consultazione), il ruolo di coordinatore del Cantone nella fase iniziale del progetto e il credito di progettazione da intendere quale anticipo del Cantone al futuro ente per l’approvvigionamento idrico del Mendrisiotto.

 

1.2 La legge sull’approvvigionamento idrico

La legge sull’approvvigionamento idrico del 22 giugno 1994 è un importante strumento legislativo che regola le competenze e i compiti dei Comuni e del Cantone per garantire un normale approvvigionamento e un uso parsimonioso dell’acqua. In questa legge vengono pure regolate le competenze in riguardo alla pianificazione dell’approvvigionamento idrico che si concretizza nel Piano cantonale d’approvvigionamento idrico (PCAI). Competente per l’allestimento del PCAI è il Consiglio di Stato che, dopo una consultazione nei Comuni e negli Enti interessati, lo adotta (Art. 13). Il contenuto del PCAI è descritto nell’art. 14, mentre l’art. 15 indica che la procedura per il PCAI può essere avviata e portata a termine anche per singoli comprensori.

La legge descrive pure le modalità di sussidiamento delle opere di interesse regionale o sovracomunale, a condizione che siano inserite nel Piano cantonale di approvvigionamento idrico (Art. 20 e 21).

 

 2. Lo studio

2.1 Mandato

A seguito dell’approvazione del credito di progettazione, il Consiglio di Stato ha assegnato il mandato ad un Consorzio di tre studi di ingegneria che hanno rassegnato il loro rapporto definitivo nel maggio del 1994.

2.2 Il piano di approvvigionamento idrico del Mendrisiotto

Essendo in corso di approvazione la nuova legge di approvvigionamento idrico, i progettisti hanno seguito i concetti da essa prevista e hanno elaborato in via principale un progetto per la pianificazione generale per l’approvvigionamento idrico del Mendrisiotto.

Elemento base di questa pianificazione generale è un’accurata indagine del fabbisogno in relazione a diversi scenari di sviluppo e di pericolo di tutto il comprensorio distrettuale. Così il piano evidenzia come le fonti sicure (quindi non soggetti a potenziali inquinamenti della falda freatica) ammontino a 27’500 metri cubi al giorno, le fonti disponibili in caso di siccità forniscono 45’000 metri cubi al giorno, mentre quelle normalmente disponibili coprono il fabbisogno attuale di 50’000 metri cubi giornalieri. La constatazione importante è che non esistono riserve in grado di sopperire ai deficit di approvvigionamento dovuti a siccità o inquinamento e nemmeno per coprire eventuali aumenti di consumo dovuto a futuri sviluppi.

Il concetto di acquedotto prevede che la distribuzione locale sarà garantita anche in futuro dagli acquedotti comunali.

A livello regionale si dovranno realizzare le infrastrutture per potere assicurare l’approvvigionamento idrico con la captazione e il trattamento dell’acqua del Ceresio. Elementi delle infrastrutture regionali sono una stazione di captazione e di trattamento dell’acqua del Ceresio a Punta Poiana in territorio di Brusino-Arsizio. La rete di distribuzione regionale per il trasporto dell’acqua agli acquedotti comunali non solo completa la stazione di prelievo, ma ne è la parte preponderante e principale.

2.3 Tappe di realizzazione

Il progetto dà grande importanza alla realizzazione a tappe dell’opera, in sintonia con i fabbisogni locali e lo sviluppo degli insediamenti abitativi e industriali. Già per la stazione di captazione è prevista una realizzazione a moduli, a seconda delle entità allacciate.

Il dimensionamento del diametro delle tubazioni è avvenuto tenendo conto dello sviluppo completo dell’acquedotto regionale. I tratti previsti dalle tappe di realizzazione dovranno quindi essere costruiti già con i diametri corrispondenti allo sviluppo finale, in modo da evitare rifacimenti di tubazioni, realizzate magari con un momentaneo risparmio utilizzando un diametro inferiore, adatto per la tappa in esecuzione, ma insufficiente per una tappa futura.

Il progetto presentato presenta quattro fasi di realizzazione. Tuttavia, all’interno delle fasi progettate può essere concepito un’ulteriore frazionamento della realizzazione. Importante è la realizzazione degli elementi con il dimensionamento previsto a livello di Piano di approvvigionamento idrico.

La prima fase del Piano è la più importante e consiste nella costruzione di un primo modulo della captazione a lago a Punta Poiana, la stazione di pompaggio e i serbatoi principali. Sono pure previste le principali condotte di trasporto e le stazioni di consegna agli acquedotti comunali del Mendrisiotto.

La seconda fase prevede un potenziamento della captazione e delle infrastrutture collegate, la realizzazione delle altre condotte di trasporto e il potenziamento di alcune stazioni di consegna, nonché l’allacciamento dei comuni del Basso Ceresio.

La terza e la quarta fase prevedono essenzialmente il potenziamento della stazione di captazione e dei serbatoi principali.

E’ evidente che la realizzazione a tappe di un simile progetto si estenderà su diversi decenni: a scadenze regolari (ad esempio in corrispondenza del termine delle fasi previste nel piano) il Piano di approvvigionamento idrico stesso dovrà essere sottoposto a revisione e aggiornamento.

2.4 I costi dell’opera

Il costo dell’opera è stato calcolato sulla base di un progetto quasi definitivo ed è quindi molto accurato. Il costo totale dell’opera suddiviso nelle quattro fasi di realizzazione si presenta come segue:

Intervento

Costo

Fase 1

43’229’811.-

Fase 2

19’299’944.-

Fase 3

8’457’532.-

Fase 4

6’652’282.-

Totale

77’639’569.-

 

Questo preventivo si discosta in modo vistoso da quello preliminare, base per la richiesta di credito del 1989. La differenza sostanziale fra i due preventivi è che il primo comprendeva unicamente l’acquedotto a lago quale elemento del Piano di approvvigionamento idrico del Mendrisiotto, mentre ora ci troviamo di fronte a un preventivo completo dell’intero Piano.

2.5 I costi di progettazione

E’ evidente che il cambiamento dell’impostazione del progetto e del preventivo abbia portato ad un aumento dei costi di progettazione. E’ stato pertanto allestito un nuovo calcolo degli onorari. L’onorario complessivo è quindi stato stabilito in:

Onorario

369’178.-

Spese di riproduzione

15’822.-

Totale

385’000.-

Rispetto al preventivo iniziale di Fr. 250’000.- vi è quindi un incremento di Fr. 135’000.-, oggetto della presente richiesta di credito.

 

3. I lavori commissionali

La prima discussione in commissione, di carattere preliminare, ha portato alla luce una mancanza di informazione dei lavori svolti, non solo nei commissari, ma anche nei comuni interessati.

Durante l’estate la Sezione bonifiche fondiarie e catasto ha organizzato incontri informativi con i comuni di Balerna, Novazzano, Chiasso, Bissone, Stabio, Mendrisio, Castel S. Pietro e Coldrerio. Da questi incontri è emerso da parte dei comuni di Mendrisio e Castel San Pietro un forte bisogno di migliorare il proprio approvvigionamento di acqua potabile. L’esigenza dei due comuni a migliorare il proprio approvvigionamento idrico, non valutando appieno la portata del progettando Piano di approvvigionamento idrico regionale, ha spinto questi comuni a commissionare studi parziali per la risoluzione dei propri problemi.

La commissione ha sentito i progettisti e la Sezione bonifiche fondiarie lo scorso 22 ottobre 1997. In questo incontro è stato rievocato l’istoriato dell’approvvigionamento idrico e i punti essenziali del progetto allestito. Si è inoltre avuta la conferma dell’esistenza di studi parziali concernenti singoli comuni, commissionati da questi ultimi.

 

 4. Conclusioni

La commissione speciale delle bonifiche fondiarie e del catasto è giunta al convincimento di trovarsi di fronte ad un ottimo lavoro di pianificazione in sintonia con la legge sull’approvvigionamento idrico. Non ha quindi riserve sulla richiesta di credito suppletorio, ampiamente giustificato di fronte al lavoro svolto.

Le preoccupazioni della commissione concernono il seguito che questo progetto avrà. In effetti, più di un indizio sembra indicare che non tutti gli interessati abbiano la percezione corretta dell’importanza del Piano dell’approvvigionamento idrico del Mendrisiotto, oggetto dello studio in esame.

In effetti ci troviamo di fronte al Piano cantonale di approvvigionamento idrico (PCAI) per il comprensorio del Mendrisiotto (Art. 13, 14 e 15 della L sull’approvvigionamento idrico). La commissione richiede perciò che venga completato l’iter per l’adozione di questo PCAI, con l’adozione formale da parte del Consiglio di Stato. Questo passo viene ritenuto di fondamentale importanza da parte della commissione, ragione per cui questa richiesta viene inserita nel dispositivo del decreto legislativo.

Nel medesimo tempo la commissione richiede che ogni intervento futuro, sia di progettazione, che di realizzazione avvenga conformemente alle norme di attuazione del PCAI secondo la Legge sull’approvvigionamento idrico. Tutti i comuni interessati da questo PCAI devono quindi promuovere l’istituzione di un organismo per dare l’inizio alla realizzazione (Art. 18). Se questo non avvenisse su base volontaria dei Comuni, il Consiglio di Stato può procedere all’istituzione coattiva del Consorzio o Ente necessario (Art. 19).

Si ricorda che il sussidiamento cantonale per opere concernenti acquedotti, premette che queste opere siano inserite nel PCAI (Art. 20 e spiegazioni contenute nel messaggio 3735 del 22 gennaio 1991 relativo alla Legge sull’approvvigionamento idrico). La commissione è dell’avviso che per future richieste di credito si atterrà rigorosamente a questo principio. Preavviserà dunque negativamente le richieste di credito per opere non inserite nel PCAI o non realizzate conformemente al PCAI.

Con queste ferme intenzioni, la Commissione vuole dunque tracciare e liberare la strada per una rapida realizzazione delle opere necessarie all’approvvigionamento idrico del Mendrisiotto, confidando che i Comuni operino in sintonia con la Legge sull’approvvigionamento idrico e non intraprendano passi isolati disgiunti dalle necessità della regione.

 

* * *

La Commissione speciale per le bonifiche fondiarie e del catasto, raccomanda al Gran Consiglio di accogliere la richiesta del Consiglio di Stato concernente i credito di progettazione e di accogliere il decreto annesso a questo rapporto.

 

Per la commissione speciale per e bonifiche fondiarie:

Thomas Arn, relatore

 

 

Progetto di

 

D E C R E T O L E G I S L A T I V O

Il Gran Consiglio
della Repubblica e Cantone del Ticino

visto il messaggio n. 4632 del 16 aprile 1997 del Consiglio di Stato,

richiamata la Legge sull’approvvigionamento idrico del 22 giugno 1994,

 

d e c r e t a :

Articolo 1

Il consuntivo di spesa per la progettazione di massima del Piano cantonale per l’approvvigionamento idrico del comprensorio Mendrisiotto e Basso Ceresio, comprendente l’acquedotto a lago, il cui importo ammonta a Fr. 385’000.-, è approvato.

 

Articolo 2

1 A copertura della maggior spesa è stanziato un credito di Fr.135’000.-, da utilizzare quale anticipo per le spese di progettazione, che sarà iscritto al conto di investimenti del Dipartimento delle finanze e dell’economia, Sezione bonifiche e catasto.

2 L’importo di Fr. 135’000.- sarà ricuperato al momento dell’approvazione del piano di finanziamento dell’opera.

 

Articolo 3

Il Consiglio di Stato è incaricato di dare seguito alle procedure per

  • - l’adozione del Piano cantonale di approvvigionamento idrico (PCAI) del comprensorio Mendrisiotto e Basso Ceresio e

    - la costituzione del Consorzio o Ente preposto alla realizzazione delle opere previste dal PCAI.

  •  

    Articolo 4

    Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, il presente decreto è pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino ed entra immediatamente in vigore.