Rapporto (5264R) del 12 novembre 2002

della commissione speciale dell’energia

sul messaggio del 5264 del 4 giugno 2002 concernente l’approvazione del conto economico per l’esercizio 2001 e del bilancio dell’azienda elettrica ticinese al 31 dicembre 2001

 

1. Introduzione

I conti dell'Azienda elettrica ticinese sono stati presentati al Gran Consiglio con il messaggio 5264 il 4 giugno 2002. Il rapporto d'esercizio dell'AET è stato recapitato al Gran Consiglio nel mese d'agosto 2002.

La base legale per l'esame dei conti annuali dell'Azienda Elettrica Ticinese è data dalla Legge istituente l'AET, e più precisamente dall'art. 5 cpv 2 e 3:

2 Il rapporto di gestione, i conti ed il rapporto dei revisori sono sottoposti ogni anno al Gran Consiglio per la ratifica.

3 Ogni due anni l’AET sottopone al Gran Consiglio per discussione un rapporto sull’attività prevista che formula anche una valutazione dei conseguenti impegni finanziari.

L’ultima approvazione secondo l’art. 5 cpv. 3 concerne l'esercizio 2000, quindi per i conti dell'esercizio dell’anno 2001 è richiesta semplicemente la ratifica del parlamento.

 

2. L'esercizio 2001 in generale

In primo piano deve essere messo l'eccezionale risultato del 2001, sia per quanto riguarda la produzione, sia per quanto riguarda il risultato economico che ha permesso di generare un cash flow di oltre 53 milioni di franchi. Quest'ultimo, dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti, permetterà di devolvere allo Stato 22 milioni di franchi, ovvero il doppio dell'anno precedente o il triplo degli anni usuali.

L'ottimo risultato è stato favorito in primo luogo da un eccezionale anno idrologico (si ricordino le abbondanti nevicate dell'inverno 2000-2001). Ma anche altri fattori hanno concorso al risultato: la parziale apertura del mercato a livello europeo e l'accordo raggiunto con l'EGL di Laufenburg che hanno permesso di vendere direttamente sul mercato le eccedenze di produzione primaverili (scioglimento delle nevi) e sfruttare un momentaneo periodo di difficoltà di approvvigionamento energetico nel nord dell'Europa con un conseguente aumento dei prezzi dell'energia elettrica.

 

3. Rapporto di gestione del CdA

Il Consiglio d'amministrazione mette l'accento sul fatto che da sempre l'Azienda Elettrica Ticinese è confrontata con il problema dell'energia di esubero che il mercato ticinese non è in grado di assorbire in determinate stagioni, giorni od ore. D'altro canto il Ticino in determinati periodi ha da sempre bisogno di importare l'energia per soddisfare la richiesta.

Grazie ad una accorta politica commerciale, l'AET è riuscita a sfruttare le prime avvisaglie di apertura del mercato elettrico, riuscendo a compiere questi indispensabili scambi commerciali in modo estremamente positivo nell'anno in esame.

In assenza di normative che regoleranno nel prossimo futuro il transito sulle reti di trasmissione, l'azienda cantonale dovrà quindi continuare a muoversi in modo accorto, come fatto finora, per cercare di mantenere in Ticino un centro di competenza per gli scambi commerciali e i relativi benefici. Si tratta quindi di mantenere, potenziare e diversificare gli accordi commerciali bilaterali con una serie di partner, in modo da poter usufruire, anche in futuro, dell'accesso alla rete nazionale e internazionale.

In quest'ottica appare importante il progetto di connessione diretta con la rete italiana. Questa connessione avrebbe più valenze: il miglioramento qualitativo del servizio nel Sottoceneri, oggi alimentato da una sola linea, ma anche come collegamento supplementare e diretto per scambi di energia con la vicina Repubblica.

Dal rapporto di esercizio emerge che le vendite di energia a clienti italiani nel 2001 ammontarono a 394 GWh con un margine lordo di 1.2 milioni di Euro, pari a ca 0.3 cts di euro/kWh. Occorre precisare che come margine lordo si intende la differenza ottenuta fra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. Tenuto conto che per svolgere questa attività non è necessario personale supplementare, il margine lordo va interamente a migliorare il conto d'esercizio dell'azienda.

In questo contesto di attività commerciale più intensa rispetto al passato, è stato introdotto il concetto della "gestione del rischio". È salutata positivamente l'analisi dei possibili rischi che potrebbero sorgere in relazione all'attività commerciale. Dal rapporto appare evidente che la politica dell'Azienda Elettrica Ticinese sia mirata alla prudenza e alla copertura degli eventuali rischi con adeguati strumenti (assicurazioni, direttive interne, ecc.). La commissione non può che insistere sulla prudenza: gli scambi commerciali vanno fatti in primo luogo per i bisogni dell'approvvigionamento cantonale e per smerciare le eccedenze di produzione. Eventuali altri scambi non possono essere esclusi, ma devono essere situati in un contesto di condizioni commerciali legate ai bisogni primari.

In sintesi, dall'esercizio 2001 si sono cristallizzati alcuni punti di forza che potranno contrassegnare l'attività futura:

- mercato ticinese, con le forniture all'ingrosso alle aziende distributrici

- caratterizzazione del prodotto con certificati di qualità ecologici
(Swisshydro)

- scambi commerciali con il mercato italiano (nuovo collegamento)

 

4. Approvvigionamento energetico

L'analisi della produzione dell'energia idroelettrica nel nostro Cantone, mostra un andamento altalenante, dettato dalle condizioni idrologiche annuali. La produzione annuale nell'anno in esame ha raggiunto un nuovo massimo con 4423 GWh. Negli ultimi 10 anni, la produzione oscilla fra un minimo di 2846 GWh (1996) e un massimo di 4423 GWh (2001). Occorre sottolineare che questa è la produzione complessiva e non tiene conto dell'energia esportata in altre parti della Svizzera e prodotta dai grandi impianti della Maggia e della Blenio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 1 Produzione di energia idroelettrica in Ticino in GWh).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 2 Consumo di energia elettrica nel Cantone, separato per azienda distributrice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 3 Suddivisione dell'energia erogata dall'AET fra produzione propria, partecipazioni e acquisto.

 

Dopo la cessazione delle attività alla Monteforno, vi è stato un calo della domanda di energia elettrica (Fig. 2) di circa 200 GWh/anno (pari all'8% circa). Dal 1995 in poi vi è stato un incremento medio dell'1.3% che sta riportando il quantitativo di energia distribuita di nuovo ai livelli degli anni di inizio '90.

Con l'inizio delle forniture di energia in Italia, il quantitativo totale di energia commerciato dall'AET è però notevolmente aumentato. Il quantitativo occorrente è stato in parte generato dalla produzione in proprio e dalle partecipazioni idrauliche. La parte mancante è stata acquistata sul mercato internazionale dell'energia elettrica.

Si constata e si apprezza la ripresa delle pubblicazioni dei dati di produzione, auspicata da questa commissione, dopo l'interruzione dell'anno 2000.

 

6. Analisi finanziaria

 

È indiscusso che il risultato aziendale dell'Azienda Elettrica Cantonale nell'anno in esame sia stato brillante. Ha permesso di incrementare ulteriormente i già pingui accantonamenti e di riversare allo Stato un benvenuto e importante importo. Tuttavia occorre rimarcare come l'AET abbia deciso di ridurre gli ammortamenti, non già per ragioni finanziarie (vuoi per mancanza di sostanza ammortizzabile, vuoi per mancanza di cash flow) quanto per una generica decisione di "non pregiudicare le future tariffe di transito sulla nostra rete, in un quadro legislativo non ancora fissato". Questa decisione non è condivisa: in primo luogo è importante una costante e coerente politica di ammortamenti; eventuali considerazioni sul futuro assetto della gestione delle reti di transito potranno influenzare il conto economico solo in un quadro giuridico o economico sicuro.

 

6.1 Bilancio

Si può facilmente constatare che i mezzi propri di cui dispone l'azienda, e cioè il capitale di dotazione, unito alle riserve e agli accantonamenti, ammontino alla fine del 2001 a oltre 180 milioni di franchi, con un aumento di 34 milioni rispetto al solo anno precedente e raddoppiando rispetto al 1991 (92 milioni). La quota parte dei mezzi propri è passata dal 46% (1991) al 80% (2001) sul totale delle passività.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 4 Bilancio: rappresentazione grafica dei passivi (in migliaia di Fr.)

 

Il proprietario dell'azienda (e cioè lo Stato) deve quindi essere cosciente che, oltre al capitale di dotazione di 40 milioni immesso dallo Stato stesso, l'azienda dispone di ulteriori capitali propri per 140 milioni che, evidentemente sono di proprietà dello Stato. Vero è che il capitale di dotazione è ben rimunerato con un tasso dell'8%. Se però si considera l'importo versato allo Stato di 3.2 milioni e la si raffronta con l'intero capitale proprio, si ottiene una rimunerazione inferiore al 2%. Non bisogna però dimenticare che oltre agli interessi sul capitale di dotazione vengono versati allo Stato utili consistenti: per l'anno 2001 con un versamento allo Stato di complessivi 25.2 milioni, si ottiene una interessante rimunerazione del 13-14% sull'intero capitale proprio.

 

6.2 Conto dei flussi di capitale

 

1992

 

1993

 

1994

 

1995

 

1996

 

Utile d'esercizio

 

6'501

 

4'783

 

7'500

 

7'455

 

7'096

 

Ammortamento d'esercizio

 

13'179

 

13'964

 

13'142

 

13'355

 

13'135

 

Accantonamenti d'esercizio

 

2'000

 

2'000

 

2'000

 

3'000

 

3'000

 

Cash Flow

 

21'680

 

20'747

 

22'642

 

23'810

 

23'231

 

Variazione del deposito Fondo

pensionamento anticipato

 

0

 

0

 

0

 

0

 

0

 

Variazione dell'attivo circolante

 

-4'179

 

4'243

 

4'429

 

4'480

 

-6'742

 

Flussi monetari netti,
attività operativa

 

17'501

 

24'990

 

27'071

 

28'290

 

16'489

 

Investimenti in sostanza fissa

 

-8'507

 

-5'089

 

-10'839

 

-7'899

 

-8'487

 

Acquisto di partecipazioni

 

0

 

0

 

0

 

0

 

0

 

Flussi monetari netti,
investimenti

 

-8'507

 

-5'089

 

-10'839

 

-7'899

 

-8'487

 

Variazione prestiti passivi

 

-3'965

 

-6

 

-5'000

 

0

 

-35'000

 

Distribuzione utile allo stato

 

0

 

-4'000

 

-3'000

 

-7'000

 

-7'000

 

Flussi monetari netti,
finanziamento

 

-3'965

 

-4'006

 

-8'000

 

-7'000

 

-42'000

 

Variazione dei mezzi
monetari e titoli

 

5'029

 

15'895

 

8'232

 

13'391

 

-33'998

 

Mezzi monetari al 31.12

 

10'297

 

26'192

 

34'424

 

47'815

 

13'817

 

1997

 

1998

 

1999

 

2000

 

2001

 

Utile d'esercizio

 

7'171

 

8'245

 

8'452

 

11'988

 

23'674

 

Ammortamento d'esercizio

 

13'172

 

13'273

 

13'040

 

12'953

 

8'517

 

Accantonamenti d'esercizio

 

4'700

 

2'000

 

10'000

 

14'000

 

21'200

 

Cash Flow

 

25'043

 

23'518

 

31'492

 

38'941

 

53'391

 

Variazione del deposito Fondo

pensionamento anticipato

 

0

 

0

 

-12'307

 

-988

 

Variazione dell'attivo circolante

 

2'321

 

2'992

 

731

 

1'695

 

-867

 

Flussi monetari netti,
attività operativa

 

27'364

 

26'510

 

19'916

 

39'648

 

52'524

 

Investimenti in sostanza fissa

 

-13'278

 

-10'036

 

-6'613

 

-2'267

 

420

 

Acquisto di partecipazioni

 

0

 

-15

 

0

 

-546

 

-250

 

Flussi monetari netti,
investimenti

 

-13'278

 

-10'051

 

-6'613

 

-2'813

 

170

 

Variazione prestiti passivi

 

-10'000

 

-4'000

 

0

 

0

 

-37'000

 

Distribuzione utile allo stato

 

-6'500

 

-7'000

 

-8'000

 

-8'000

 

-11'000

 

Flussi monetari netti,
finanziamento

 

-16'500

 

-11'000

 

-8'000

 

-8'000

 

-48'000

 

Variazione dei mezzi
monetari e titoli

 

-2'414

 

5'459

 

5'303

 

28'835

 

4'694

 

Mezzi monetari al 31.12

 

11'404

 

16'863

 

22'167

 

51'000

 

55'695

Tab. 1 Conto dei flussi di capitale 1992-2001.

 

Dai conti dei flussi del capitale (che dal 1999 sono compresi nel rapporto annuale dell'AET e mentre prima venivano pubblicati nei rapporti della commissione energia), emerge che in dieci anni dal 1992 al 2001:

- sono stati devoluti allo Stato 61.5 milioni sotto foma di utili

- sono stati effettuati ammortamenti per un totale di 121 milioni

- sono stati investiti 72 milioni

- sono stati costituiti accantonamenti per 64 milioni.

Alla medesima stregua, dai conti economici dell'azienda, si deduce che nei dieci anni fra il 1992 e il 2001

- sono stati versati allo Stato 32 milioni quali interessi sul capitale di dotazione

- sono stati pagati allo Stato 70.1 milioni di canoni d'acqua

In dieci anni quindi, fra utile, interessi sul capitale e canoni d'acqua lo Stato ha potuto incamerare 163.6 milioni di franchi.

 

6.3 Accantonamenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 5 Accantonamenti (in migliaia di Franchi) al 31 dicembre dell'anno.

 

Da un semplice fondo di accantonamento per coprire i rischi legati all'acquisto dell'energia di complemento, è scaturita una posizione complessa, composta da numerose sotto-posizioni.

Occorre notare che nel 1999 l'accantonamento per "rischi nell'acquisto di energia" è stato denominato "rischi di mercato".

Come rilevato nel rapporto concernente i conti del 1999 e del 2000, nel 1995 è entrata una posizione di accantonamenti diversi e una legata alla costruzione dei nuovi stabili d'esercizio a Monte Carasso, che in pratica rappresentava un anticipo di ammortamento. Non essendo stato utilizzato, nell'anno in esame questa posizione è stata sciolta a favore del conto economico.

Come rilevato nel rapporto d'esercizio, la posizione concernente la manutenzione straordinaria del bacino di Airolo, ha subito delle variazioni nell'anno 2001:

 

 

Allocazione 2000

 

1'000'000.-

 

Allocazione 2001

 

1'000'000.-

 

Utilizzo per lavori 2001

 

-800'000.-

 

Saldo

 

1'200'000.-

 

Si segnala pure che l'accantonamento di 5 milioni costituito nel 2000 per l'acquisto degli impianti della Morobbia è stato ribattezzato con il generico termine di "riversione di impianti" e aumentato di 15 milioni nel 2001. Con questo accantonamento si potranno finanziare futuri progetti di riversione, secondo la politica già discussa in occasione della riversione dell'impianto di Ponte Brolla.

 

6.4 Conto economico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 6 Costi dell'azienda per categoria di spesa (in migliaia di franchi)

 

Osservando l'andamento dei costi dell'azienda nel corso degli ultimi 10 anni si nota una costante e ricorrente diminuzione dei costi dell'energia di compartecipazione, a testimoniare uno sforzo notevole di compressione dei costi da parte delle aziende partecipate. A partire dal 2001 si riscontra un notevole aumento dei costi dell'energia di complemento, in concordanza con l'aumento del quantitativo acquistato (vedi fig. 3). Sono stabili per contro le alte voci di spesa, salvo, come già visto, le voci concernenti gli accantonamenti e gli utili aziendali, in rialzo soprattutto negli ultimi 3 anni.

 

6.4.1 Diminuzioni di ricavo

La nota 15 dell'allegato al conto economico indica che questa posizione è suddivisa in due voci:

a) ribassi straordinari e contrattuali CHF 6'527'000.-

b) perdite su crediti e diversi CHF 720'000.-

Il dettaglio di queste voci (comunicato alla commissione su richiesta del relatore) è il seguente 

 

a) ribassi straordinari e contrattuali

Il CdA dell'AET ha deciso di concedere un bonifico straordinario globale di 4.5 milioni di franchi sulle forniture del 2001, accreditati proporzionalmente all'energia ritirata nel 2001 a tutte le aziende distributrici. Grazie alle favorevoli condizioni idrologiche e di mercato, i margini dell'AET sono stati particolarmente buoni per l'AET nel 2001. Al contrario, l'indice SWEP, alla cui evoluzione i contratti con i distributori sono (parzialmente) legati, nell'anno in esame è aumentato notevolmente. Di conseguenza, il CdA ha deciso di concedere questo contributo straordinario ai distributori con lo scopo di mantenere stabili i prezzi agli utenti finali, in un momento di turbolenze di mercato che spingono i prezzi all'ingrosso verso l'alto. Il risultato finale è che tutti i distributori hanno mantenuto inalterate le tariffe. La SES ha provveduto a ristornare la somma ricevuta ai piccoli consumatori.

Per motivi diversi, non da ultimo la questione legata alla vendita dell'AMB, il contratto di fornitura alla SES per il 2001 è stato concluso solo nel 2002. Per esigenze di chiusura contabile a trattativa non ancora conclusa, è stato accantonato un importo di CHF 2'000'000.- per le rettifiche di prezzo, visto che nel 2001 sono state provvisoriamente emesse le fatture con tariffa 2000. La trattativa è stata conclusa con un importo di CHF 1'700'000, corrispondente a CHF 1'250'000 per la riversione dell'impianto di Ponte Brolla e CHF 450'000 quale conguaglio sulla fatturazione. 

b) perdite su crediti e diversi

In dettaglio le perdite sui crediti sono state:

 

 

Perdita su Enron

 

692'000

 

Perdita su Comfer SA (Bodio)

 

31'000

 

Diversi

 

-3'000

 

Totale

 

720'000

 

6.5 Personale

Il numero totale dei dipendenti dell'azienda è oscillato fra un minimo di 150 (1992) e un massimo di 169 (1996). Nel 2001 il personale ammontava complessivamente a 164 unità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 7: Numero dei dipendenti suddivisi in impieghi fissi, ausiliari e apprendisti.

 

7. Prospettive future

Dalle informazioni avute, l'esercizio 2002, benché positivo, non raggiungerà risultati dell'eccezionale anno 2001. Piuttosto, è prevedibile un allineamento sui risultati, comunque buoni, dell'anno 2000.

Come rilevato al punto 3. di questo rapporto, il posizionamento della nostra Azienda Elettrica, in un contesto quadro senza regole e vincoli posti dallo Stato, ma unicamente in un regime di accordi commerciali bilaterali, risulterà in futuro fragile e delicato. Sarà importante curare e intensificare una fitta rete di accordi commerciali, in modo che questi accordi inseriscano l'AET nella rete delle aziende attive su piano nazionale e internazionale e le assicurino le necessarie e indispensabili possibilità di accesso alla rete.

In questo nuovo contesto, appare importante l'accesso diretto alla rete italiana: si invita pertanto l'Azienda di continuare gli studi e le procedure per la realizzazione della linea verso l'Italia.

I collegamenti alla rete sono la premessa per una gestione delle attuali e future (riversioni!) risorse idriche, in modo da ottenere il miglior beneficio per l'utente e il cittadino ticinese.

 

8. Conclusioni

La Commissione speciale dell’energia, dopo aver esaminato i rendiconti, i conti economici per l'anno 2001 e il bilancio al 31.12.2001, ne raccomanda l'approvazione secondo i dispositivi contenuti nei rispettivi messaggi.

Per la commissione speciale dell’energia:

Thomas Arn, relatore