Corriere del Ticino 8 giugno 2001

Commiato dai filobus

In questi giorni sono stati messi fuori servizio i gloriosi, ma ahimé vecchi e malandati filobus, in servizio sulla rete dei trasporti cittadini da quasi mezzo secolo.

È iniziata una nuova era, la terza, dei trasporti pubblici a Lugano. Dopo i tram, che sferragliavano a Lugano nella prima metà del XX secolo, e dopo i filobus, è ora il momento dei più flessibili ed economici bus a diesel, dotati di sofisticati filtri ecologici.

Dopo un secolo di trazione elettrica, si passa alla trazione con carburante fossile. Un cambiamento non da poco. Un cambiamento voluto e deciso dal Consiglio di Amministrazione della nuova società Trasporti Pubblici Luganesi SA. Una decisione presa in base a pure considerazioni economiche, e &emdash; dal punto di vista dell’azienda - è giusto che sia stato così.

Ricordo però che non molti anni fa, sui banchi del Consiglio comunale di Lugano si è arenato un messaggio dell’allora Azienda Comunale del Trasporti che prevedeva l’acquisto di un numero importante di autobus per la progressiva sostituzione dei filobus, già allora vecchi, ma soprattutto costosi.

La proposta di quel tempo non ha superato lo scoglio del legislativo cittadino, anche &emdash; ma non solo - per ragioni di tipo ambientale visto che non risultavano convincenti le spiegazioni a proposito dei filtri che sarebbero stati messi sui veicoli.

La discussione attorno alla nuova società di gestione dei trasporti pubblici ha messo a fuoco anche un principio &emdash; a mio modo di vedere &emdash; importante: la nuova società deve gestire nel modo più economico possibile l’offerta di trasporto pubblico, secondo le ordinazioni degli Enti pubblici. Questi ultimi dovranno poi sobbarcarsi i costi che non possono essere coperti dalle entrate, sia per un numero insufficiente di potenziali passeggeri, sia per l’eventuale applicazione di una "tariffa politica" decisa dall’ente che ha ordinato il servizio.

Per il passaggio "epocale" dai filobus agli autobus, mi sarei aspettato una discussione politica all’interno degli Enti ordinanti (Cantone e/o Città) sull’opportunità o meno di cambiare sistema trazione. Ai rispettivi legislativi avrebbe dovuto essere sottoposta una richiesta di credito, per i maggiori costi causati dall’esercizio di una o più linee con trazione elettrica. I consiglieri avrebbero poi dovuto decidere se valeva la pena spendere l’importo per assicurarsi la pulita locomozione elettrica, oppure se con i soldi risparmiati optando per il meno ecologico diesel, si potesse aumentare l’offerta di trasporto pubblico, in modo da evitare l’emissione di gas di scarico di automobili che a loro volta potenzialmente sarebbero restate ferme.

Alcuni obietteranno che un simile modo di procedere avrebbe generato infinite discussioni con un risultato incerto. Non condivido questo giudizio.

Sono infatti convinto che non si possano risolvere i problemi di fondo delegando le decisioni politiche importanti ad un organo ristretto, pensando in questo modo di evitare discussioni inutili. Il compito degli organi esecutivi ristretti è di gestire in modo ottimale il servizio affidato all’azienda. I consigli di amministrazione devono avere la competenza di decidere le strategie commerciali in modo autonomo e mantenere il riserbo necessario per garantire il successo economico. Ma le decisioni politiche di fondo devono sempre essere prese dagli organi legislativi democraticamente eletti, sulla base di ponderate e documentate richieste degli organi esecutivi.

Siamo partiti dai filobus, ma il principio deve valere per tutte le aziende di proprietà degli enti pubblici.

Thomas Arn