![]() |
|
|

| Città della Svizzera (Canton Ticino), a 227 m d'altitudine su un'ampia insenatura della sponda occidentale del lago di Lugano, alla foce del torrente Cassarate, tra il monte San Salvatore a sud e il monte Brè a Nord-Est; 25.334 abitanti. (l'agglomerato urbano 97.167 abitanti). Sede vescovile cattolica. Notevoli la chiesa di Santa Maria degli Angeli (iniziata nel 1499), ornata degli affreschi di B. Luini (grandiosa Crocifissione sulla parete che separa la chiesa del coro; Madonna col Bambino e San Giovanni; Ultima cena, d'ispirazione leonardesca) e i palazzi barocchi e neoclassici. La città gode di clima mite (temperatura media annua intorno ai 12 °C) per cui è frequentata stazione climatica estiva e invernale. È la più importante e popolosa città della Svizzera italiana; importante nodo di comunicazioni, sulla linea internazionale del Gottardo. Scalo lacuale. Funicolari al monte Brè (933) e al San Salvatore (915 m). Aeroporto internazionale ad Agno. Le risorse economiche sono costituite principalmente, oltre che dall'industria turistico-alberghiera e dalle attività bancarie, dalla manifattura e commercio del tabacco, dalle industrie alimentari, della carta, e delle confezioni. |
|
| In
tempi preistorici
In tempi preistorici, la regione luganese
era coperta dal mare com'è provato da fossili trovati sul San Giorgio,
sul Monte Generoso, sul San Salvatore e altrove: ben cinquanta specie di
origine marina, tra cui conchiglie e, tra i cefalopodi, gli ammoniti.
Dopo gli sconvolgimenti del Terziario, si ebbero i ghiacciai, dai quali emergevano più tardi le cime delle montagne attorno al golfo. La Valle di Lugano era sommersa dal ghiacciaio del Ticino, che da oltre il Monte Ceneri giungeva al bacino del Ceresio e all'altro braccio del ghiacciaio, quello dell'Adda, che si snodava dallo stretto di Val Porlezza verso Chiasso, Como e oltre. Di ciò sono prova gli enormi massi erratici e le morene dei paesi che circondano la città, cioè di Tesserete, Lamone, Sonvico, Pregassona, Breno, Novaggio, Ponte Tresa e di altre località. Tipici paeselli, questi, che oggi non mancano di offrire, come in antico, leggiadra accoglienza al turista. Vi si trovano meravigliosi laghetti, quasi timidi: quelli di Muzzano, Origlio, Astano, ancora fortunatamente protetti da guasti edilizi. I primi segni di vita umana in questa regione risalgano all'età della pietra. Il Paleolitico - da sei a quattro mila anni avanti Cristo - ha lasciato pochissime tracce; ma del Neolitico si hann numerosi reperti messi in luce dagli scavi nelle alture di Lugano: a Massagno, Barbengo, Bedigliora, sul Monte Generoso, a Coldrerio, tutti posti di escursione. Nell'intera regione - tra i laghi di Lugano,
di Varese e di Como - abitarono i palafitticoli, come testimoniano tombe,
pietre cupellari, fibule e monete visibili nei nostri musei. Di notevole
valore numismatico le monete battute a Marsiglia (allora Massalia) e in
Etruria; importante di quest'ultima regione la dotazione di vasi e ornamenti
diversi.
Non mancavano qua e là castelli nel luganese: a Maroggia, del 1353, e della stessa epoca circa, a Origlio, tra il laghetto e la pieve di Capriasca. Nell'archivio comasco vi sono gli atti del castello di Capolago (1372) che avrà (attorno a Lugano <correva nel Medioevo una formidabile cinta di mura nelle quali si aprivano le porte>). Il castello di Lugano, di cui non vi è più nemmeno la polvere, <fu opera di Ludovico il Moro nel 1498>. Quello di San Michele sorgeva a Cassarate, un altro nei pressi di Sonvico, una torre guardava il passo del Ceneri; per non dire infine che quasi ogni località importante della Valle di Agno, lungo il passaggio verso la Tresa e Varese, presentava castelli e torri, come del resto succedeva nel Malcantone: a Castelrotto, Ponte Tresa, Sessa, Arasio, Collina d'Oro, Pieve di Capriasca, Tesserete, Taverne-Torricella e fino a Isone. Nella cornice di Lugano questi luoghi meritano
una visita perché mantengano un volto tipico e paesano, nonostante
l'avvento del cemento e delle strade di comunicazione.
Come detto, il lago di Lugano, di origine glaciale della regione subalpina, si trova in mezzo a quello di Como e al Lago Maggiore o Verbano e quello di Varese. Il nostro lago è però svizzero solo per due terzi; il resto appartiene alla Lombardia. Ha una strana forma sinuosa, inconfondibile. Visto dall'alto, per le sue irregolarità si direbbe piuttosto un fiume. Ha una superficie di circa 50 chilometri quadrati, una lunghezza di 35 chilometri e la larghezza massima di 3 chilometri va dalla riva del centro cittadino fino a Caprino. La sua profondità massima infine, è di 288 metri. Fonti: Lugano, di Vinicio Salati, Edizioni Bernasconi, Agno |
[Home] |